Matilde Serao nasce a Patrasso, in Grecia, il 14 marzo del 1856. Scrittrice di prestigio, è passata alla storia per essere stata la prima donna italiana a fondare e dirigere un giornale. Lavorò più intensamente a Napoli. La rubrica “I mosconi”, inventata da lei sul foglio di Edoardo Scarfoglio, “Il Mattino”, è una delle trovate di prestigio della storia del giornalismo italiano.
A quindici anni si presenta in qualità di uditrice alla Scuola Normale “Eleonora Pimentel Fonseca”, a Napoli. Ottiene il diploma di maestra. Matura in lei l’amore per la letteratura e per l’impegno giornalistico.
Dopo aver scritto qualche articolo per il Giornale di Napoli, a ventidue anni porta a termine la sua prima novella, dal titolo “Opale”, pubblicata dal Corriere del Mattino. “Fantasia” pubblicato nel 1883 viene criticato dall’uomo che diventerà suo marito, Edoardo Scarfoglio. Il giornalista, animatore culturale e versato poeta, commenta in modo negativo l’opera della Serao, stroncando sul giornale letterario “Il libro Don Chisciotte”, la giovane scrittrice. Il loro incontro segna l’inizio di una delle vicende d’amore più tormentate della storia della letteratura e del giornalismo italiano.
Nel 1885 i due si sposano, forti dell’esperienza giornalistica che condividono in quei mesi al “Corriere di Roma”. L’esperienza dura poco ma permette di dare vita, nel 1891, a “Il Mattino”, che vede Scarfoglio come direttore e la Serao come co-direttrice.
Scarfoglio, però, è un uomo poco tranquillo sul piano sentimentale. Egli inizia una relazione con una cantante di teatro, Gabrielle Bessard. Che dopo due anni rimane incinta. Egli allora la abbandona, e torna dalla moglie. Ma la Bessard si presenta sulla porta della casa di Scarfoglio e della Serao e, dopo aver posato a terra la piccola figlioletta, si spara un colpo mortale alla tempia. Matilde Serao si prende cura di Paolina.
Esasperata dai comportamenti del marito, decide di lasciarlo e di lasciare anche il quotidiano “Il Mattino”. L’abbandono del giornale è ufficiale: la Serao è disoccupata a tutti gli effetti. Matilde fonda e dirige insieme a Giuseppe Natale, il giornale Il Giorno, emanazione delle sue idee politiche e culturali. Dall’unione con Natale, Nasce una bambina. Il giornale ottiene un buon successo di vendite. Nel 1917, morto Scarfoglio, Matilde Serao sposa Giuseppe Natale.
I LUOGHI
La Chiesa di Donnalbina venne ricostruita nel Seicento da Bartolomeo Picchiatti e venne rimaneggiata da Arcangelo Guglielmelli. L’edificio testimonia un importante esempio di arte barocca tra il XVII ed il XVIII.
L’interno, con decorazioni a stucco, ha l’altare realizzato in marmi commessi; sulla controfacciata è posto un organo del 1699 ed il soffitto fu realizzato da Antonio Guidetti.
Nel 1891 la chiesa divenne sede della confraternita dell’Immacolata del Terz’Ordine di San Francesco. La confraternita tra l’altro fece trasferire nella sua nuova sede il monumento funebre di Giovanni Paisiello, scolpito in stile neoclassico da Angelo Viva nel 1816 e oggi visibile a sinistra dell’ingresso.
L’antico monastero e l’omonima via, ricordiamo che hanno ispirato uno dei pezzi più suggestivi del libro “Leggende napoletane”, di Matilde Serao; a proposito del luogo, l’autrice asserì: «Più di tutti, nero, nero, quel vicolo di Donnalbina, con due ruscelli di acque sudicie, con monticelli di immondizie qua e là raccolti, e dove sparsi; nero, non solo per la sua tetraggine naturale, per la sua sporcizia, ma nero anche per l’alta muraglia del monastero di Donnalbina.». La chiesa, chiusa dal 1972, è stata riaperta al pubblico solo di recente.