Benedetto Croce

Benedetto Croce nacque il 25 febbraio del 1866 a Pescasseroli da una famiglia agiata di possidenti, che gli permise di compiere gli studi liceali e di essere avviato alla formazione universitaria. 

La sua vita fu però funestata da un evento tragico. Fu infatti uno dei pochi sopravvissuti del violento terremoto di Casamicciola. I suoi genitori e la sorella Maria persero la vita sotto le macerie e lui stesso fu salvato dopo giorni di ricerche e di scavi.

Il giovane diciassettenne si ritrovò improvvisamente privo del supporto dei genitori: il ricordo lontano di quell’evento non lo abbandonerà mai, così come un latente senso di angoscia, come un substrato negativo che sempre lo spinge ad andare avanti, verso nuove esorcizzazioni di quell’originario “problema del male”. 

Affidato alle cure di cugini e parenti, visse inizialmente tra Salerno e Roma, dovendo essere accolto in casa di Silvio Spaventa, fratello del filosofo Bertrando Spaventa, appassionandosi sempre di più agli studi filosofici e potendo conoscere il pensiero marxista.

Fu invece assorbito con sempre maggior ardore dall’erudizione e dalla filosofia, ascoltando le lezioni di filosofia morale tenute al tempo a Roma da Antonio Labriola, uno degli intellettuali che maggiormente influenzarono la sua formazione.

I LUOGHI

Il palazzo Filomarino (o anche Filomarino della Rocca) è un palazzo monumentale ubicato in via Benedetto Croce. Abitato nei secoli da importanti famiglie nobili locali, divenne residenza del filosofo Benedetto Croce fino alla sua morte nel 1952. Alcuni locali ospitano oggi l’Istituto italiano per gli studi storici e la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce. 

Giovanni Francesco di Palma realizzò una struttura imperniata attorno a un vasto porticato interno, sicché il palazzo Filomarino è, insieme con palazzo Orsini di Gravina e palazzo Caracciolo di Santobuono, la sola dimora patrizia napoletana che conservi il loggiato su tutti e quattro i lati del cortile.

In questo caso la grande arcata ricalca la composizione ionica.Palazzo Filomarino si segnala inoltre anche per la molteplicità degli stili. Infatti il fastoso portale è di epoca barocca, opera tutta in piperno, così come lo scalone monumentale, mentre i balconi del secondo piano sono disegnati secondo un gusto inequivocabilmente neoclassico.

Alcuni restauri compiuti nel Novecento sulla scala hanno infine fatto venire alla luce due archi ogivali, resti d’una precedente costruzione angioina.

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