Masaniello

Masaniello (Napoli 1620-1647) fu il protagonista della rivolta napoletana del 1647 contro il dominio spagnolo sulla città. La rivolta fu scatenata dalle classi sociali più umili della città: le gravi condizioni di crisi erano dovute alle ingenti imposte sulle merci. Dopo 10 giorni di rivolta, Masaniello fu accusato di pazzia e tradimento e condannato a morte. Cercò rifugio nella Basilica del Carmine in Piazza Mercato. Qui fu accompagnato in una cella del convento e dopo essere stato raggiunto da alcuni ufficiali fu ucciso a colpi di archibugio. La sua testa fu decapitata e consegnata al viceré come prova della sua morte e il corpo fu gettato in un fosso presso Porta Nolana.

I LUOGHI

 BASILICA DI SANTA MARIA DEL CARMINE

La basilica santuario del Carmine Maggiore è una delle più grandi basiliche di Napoli. Risalente al XIII secolo, è oggi un esempio unico del Barocco napoletano; si erge in piazza Carmine a Napoli, in quella che un tempo formava un tutt’uno con la piazza del Mercato, teatro dei più importanti avvenimenti della storia napoletana. Il popolo napoletano ha l’abitudine di usare l’esclamazione “Mamma d’o Carmene”, proprio per indicare lo stretto legame con la Madonna Bruna.

DALLA NASCITA AL 1647

La famiglia di Masaniello era umile ma non poverissima. Il padre, Francesco (Cicco) d’Amalfi, era un pescatore e venditore al minuto. La madre, Antonia Gargano, incinta di Masaniello prima del matrimonio, era una massaia. Aveva due fratelli minori ed una sorella: Giovanni, che fu un altro capo della ribellione; Francesco, che morì durante l’infanzia; e Grazia. La casa dove visse si trovava tra la pietra del pesce, nel quartiere Pendino, dove avveniva la riscossione della gabella sui prodotti ittici, e Porta Nolana, dove invece avveniva quella del dazio sulla farina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *