Masaniello (Napoli 1620-1647) fu il protagonista della rivolta napoletana del 1647 contro il dominio spagnolo sulla città. La rivolta fu scatenata dalle classi sociali più umili della città: le gravi condizioni di crisi erano dovute alle ingenti imposte sulle merci. Dopo 10 giorni di rivolta, Masaniello fu accusato di pazzia e tradimento e condannato a morte. Cercò rifugio nella Basilica del Carmine in Piazza Mercato. Qui fu accompagnato in una cella del convento e dopo essere stato raggiunto da alcuni ufficiali fu ucciso a colpi di archibugio. La sua testa fu decapitata e consegnata al viceré come prova della sua morte e il corpo fu gettato in un fosso presso Porta Nolana.
I LUOGHI
BASILICA DI SANTA MARIA DEL CARMINE
La basilica santuario del Carmine Maggiore è una delle più grandi basiliche di Napoli. Risalente al XIII secolo, è oggi un esempio unico del Barocco napoletano; si erge in piazza Carmine a Napoli, in quella che un tempo formava un tutt’uno con la piazza del Mercato, teatro dei più importanti avvenimenti della storia napoletana. Il popolo napoletano ha l’abitudine di usare l’esclamazione “Mamma d’o Carmene”, proprio per indicare lo stretto legame con la Madonna Bruna.
DALLA NASCITA AL 1647
La famiglia di Masaniello era umile ma non poverissima. Il padre, Francesco (Cicco) d’Amalfi, era un pescatore e venditore al minuto. La madre, Antonia Gargano, incinta di Masaniello prima del matrimonio, era una massaia. Aveva due fratelli minori ed una sorella: Giovanni, che fu un altro capo della ribellione; Francesco, che morì durante l’infanzia; e Grazia. La casa dove visse si trovava tra la pietra del pesce, nel quartiere Pendino, dove avveniva la riscossione della gabella sui prodotti ittici, e Porta Nolana, dove invece avveniva quella del dazio sulla farina.
Roberto d’Angiò, detto il Saggio nacque a Torre di Sant’Erasmo nel 1277 e morì a Napoli nel 1343 . Figlio del re Carlo II d’Angiò e della regina Maria Arpad d’Ungheria diverrà alla morte del padre sovrano del Regno di Napoli, assieme ai titoli di conte d’Angiò e del Maine, conte di provenza e forcalquier, e re titolare di Gerusalemme. Senza eredi in vita, Roberto sarà succeduto al trono dalla nipote Giovanna. Nel 1309, divenne re di Napoli, incoronato a Lione da papa Clemente v e da allora fu un importante esponente della vita politica italiana. Oltre che saggio fu definito anche “PACIFICATORE” data la sua partecipazione alla pace tra guelfi e ghibellini. Dopo numerose guerre, Napoli ritrovò la pace grazie al suo re. Da Petrarca e Boccaccio fu considerato come colto e generoso mecenate: il Petrarca, gli dedicò l’Africa e volle incontrarlo prima della sua incoronazione in Campidoglio. Alla sua morte fu riposto nel suo sepolcro nella basilica di Santa Chiara a Napoli.
I LUOGHI
Sepolcro
ll monumento è posto sulla parete principale della basilica, alle spalle dell’altare maggiore, ed è costituito da marmo bianco e marmo dipinto. La scultura è alta 15 metri, ma, a causa di un incendio che avvenne nel 1943, presenta differenze rispetto al disegno originale. A sorreggere l’opera troviamo sei sculture, rappresentanti le Virtù; al di sopra di queste è raffigurato il re con tutta la famiglia: a sinistra vediamo Maria figlia di Carlo duca di Calabria, Maria di Durazzo e il figlio secondogenito Ludovico; a destra la prima moglie Violante d’Aragona, Carlo duca di Calabria, Maria di Valois, il figlio di Carlo di Calabria, Ludovico ed infine l’altro figlio del re angioino, Martino.Salendo abbiamo re Roberto rappresentato giacente nel sepolcro vestito con la tonaca francescana e circondato da figure allegoriche. Sulla sommità della scultura si vede il re sedere sul trono, con alla base un’incisione che si pensa riporti le parole che il Petrarca dedicò al sovrano.
La Basilica di Santa Chiara
La basilica di Santa Chiara, il cui monastero è formato da quattro chiostri, è stata voluta da Roberto d’Angiò e sua moglie Sancha de Maiorca, la chiesa fu edificata dall’architetto Gagliardo Primario. I lavori, avviati nel 1310 terminarono nel 1328, ma la consacrazione a Santa Chiara avverrà solo nel 1340. Adiacente alla basilica fu costruito anche un luogo di clausura per i frati minori, divenuto poi la chiesa delle Clarisse.
Tra il 1742 e il 1796 venne ristrutturata secondo i canoni barocchi da Antonio Vaccaro. Ferdinando Fuga si occupò della realizzazione del pavimento marmoreo. Il 4 agosto 1943 un bombardamento degli alleati provocò un incendio durato quasi due giorni che danneggiò l’edificio, distruggendo gli affreschi del XVIII secolo e gran parte di quelli giotteschi. I lavori di ristrutturazione terminarono nel 1953. Le sculture sopravvissute furono spostate nelle sale del monastero, oggi Museo dell’Opera, mentre i sepolcri monumentali, furono lasciati nella chiesa.
SPAGNOLO
Roberto de Angiò, dicho El Sabio nació en Torre de Sant’Erasmo en 1277 y muriò a Napoles el 16 de enero de 1343. Hijo del rey Carlo II de Angiò y la reina Maria Arpad de Hungría se volverá a la muerte del padre soberano del Reino de Nápoles, junto a los títulos de conde de Angiò y Maine, conde de Provenza y Forcalquier y rey titular de Jerusalén. Sin herederos en vida, Roberto será succeduto al trono de la nieta Giovanna. En 1309, se volvió rey de Nápoles, es coronado a Lione por papa Clemente v, y desde entonces fue un importante exponente de la vida política italiana. El fue definido tambièn “PACIFICADOR” por su participación a la paz entre güelfos y gibelinos. Después de numerosas guerras Nápoles halló la paz gracias a su rey. De Petrarca y Bocacio fue considerado como culto y generoso mecenas: el Petrarca, le dedicò “África” y quiso encontrarlo antes de su coronación en Capitolio. A su muerte fue repuesto en su sepulcro en la basílica de Santa Chiara en Napoles.
LUGARES
Tumba
El monumento se encuentra en la pared principal de la basílica, por
detràs del altar mayor. Los escultores utilizaron el mármol blanco y
el mármol pintado. La escultura mide 15 metros; a causa de un incendio que ocurrió en el 1943 presenta diferencias con
respecto del dibujo original. A sustentar la obra encontramos seis esculturas,
representantes las Virtudes; por
encima de éste encontramos al rey con toda la familia: a la izquierda vemos a
Maria pare de Carlo a duque de Calabria, Maria de Durazzo y el hijo
segundogénito Ludovico; a la derecha la primera mujer Violante de Aragón, Carlo
duque de Calabria, Maria de Valois, el hijo de Carlo de Calabria, Ludovico y
por fin el otro hijo del rey angevino, Martino. Subiendo tenemos rey Roberto
representado yacente en el sepulcro
vestido con la túnica franciscana y circundado por figuras alegóricas. Sobre la cumbre de la escultura el rey se ve sentarse sobre el trono, con a la base una incisión
que se piensa lleve las palabras que el Petrarca le dedicó al soberano.
La Basilica de Santa Chiara
La
basílica de Santa Chiara, cuyo monasterio es formado por cuatro claustros, ha sido querida por Roberto de Angiò y su mujer
Sancha de Mallorca, la iglesia fue edificada por el arquitecto a Gallardo
Médico en jefe. Los trabajos,
encaminados en el 1310 acabaron en
el 1328 pero la consagración a Santa
Chiara sólo ocurrirá en el 1340. Adyacente a la basílica también fue construido
un lugar de clausura para los frailes menores, se vuelto luego la iglesia de
los Clarisse.
Entre el 1742 y el 1796 fue reestructurada según los canones
barrocos por Antonio Vaquero. Ferdinando Fuga se ocupó de la realización del suelo
marmóreo.El 4 de agosto de 1943 un
bombardeo de los aliados provocó un
incendio casi durado dos días que perjudicó el edificio, destruyendo los
frescos del XVIII siglo y gran parte de aquellos giotteschi. Los trabajos de reestructuración acabaron
en el 1953. Las esculturas sobrevividas fueron desplazadas en las salas del
monasterio, hoy Museo de la obra, mientras que los sepulcros monumentales,
fueron dejados en la iglesia.
FRANCESE
Roberto d’Angiò, dit le Sage nait à Torre di Sant’Erasmo en 1277 et meurt à Naples le 16 janvier 1343. Fils du roi Charles II d’Angiò et de la reine Marie arpad d’Hongrie, il deviendra à la mort du père souverain du Royaume de Naples, avec les titres de comte d’Angiò et du Maine, comte de Provence et de forcalquier, et roi titulaire de Jérusalem. Sans héritiers vivants, Roberto sera remplacé par sa nièce Jeanne. En 1309, il devient roi de Naples, couronné à Lyon par le pape Clément v, et il est un important représentant de la vie politique italienne. Il est appelé aussi PACIFICATORE pour sa participation à la paix entre les Guelfes et les Gibelins. Après de nombreuses guerres, Naples retrouve la paix grâce à son roi. Il est considéré comme mécène cultivé et généreux: Pétrarca, lui consacre l’Afrique et veut le rencontrer avant son couronnement au Capitole. A sa mort, il est placé dans son tombeau dans la basilique Sainte Claire à Naples.
LES LIEUX
Tombeau
Le monument est situé sur le mur principal de la basilique, derrière
l’autel principal. Les sculpteurs utilisent le marbre blanc et le
marbre peint. La sculpture mesure 15 mètres; suite à l’incendie qui a eu lieu en 1943, il présente des
différences par rapport au dessin original. Pour soutenir l’oeuvre il y a six
sculptures, représentant les vertus;
au-dessus de celles-ci on trouve le roi avec toute sa famille : à gauche on
voit Marie fille de Charles Duc de Calabre, Marie de durazzo et son fils cadet
Louis; à droite, la première épouse violante d’Aragon, Charles-duc de Calabre,
Marie de Valois, le fils de Charles de Calabre, Louis et enfin l’autre fils du
roi angion, Martin. En montant on a le roi Roberto représenté gisant dans le sépulcre habillé avec la
robe franciscaine et entouré de figures allégoriques.
Sur le sommet de la sculpture on voit le
roi assis sur le trône, avec à la base une gravure que l’on pense porter
les mots que le pétrarque dédie au souverain.
La basilique de Santa Chiara
La
basilique de Santa Chiara, dont le monastère est formé de quatre cloîtres, a été voulue par Roberto d’Angiò et sa femme
Sancha de Majorque, l’église a été édifiée par l’architecte flamboyant
Primaire. Les travaux,
commencés en 1310 terminèrent en 1328, mais la consécration à Sainte
Claire se produira seulement en 1340. A côté de la basilique fut également
construit un lieu de clôture pour les frères mineurs, devenu ensuite l’église
des clarisses.
Entre 1742 et 1796 il fut restructuré selon les canons baroques par Antonio Vaccaro.
Ferdinand Fuga se chargea de la
réalisation du plancher en marbre. Le 4 août 1943, un bombardement des Alliés provoqua un incendie qui dura près de deux jours
et endommagea l’édifice, en détruisant les fresques du XVIIIe siècle et une
grande partie des fresques de Joie. Les travaux de rénovation s’achevèrent en 1953. Les sculptures survivantes furent
déplacées dans les salles du monastère, aujourd’hui Musée de l’Opéra, tandis
que les tombeaux monumentaux furent laissés dans l’église.
INGLESE
Roberto d’Angiò, known as ”The Wise”, was born in Torre di
Sant’Erasmo in 1277 and died in Naples on 16 January 1343. Son of King Charles
II of Anjou and Queen Maria Arpad of Hungary will become sovereign of the Kingdom of Naples, together with the titles of
Count of Anjou and Maine, Count of Provence and forcalquier, and titular King
of Jerusalem. Without living heirs, Roberto will be succeeded to the throne by
his granddaughter Giovanna. In 1309,
he became King of Naples, crowned in Lyon by Pope Clement v and since then he was
an important exponent of Italian
political life. He was also called “Peacemaker”,
given his participation in the peace between Guelphs and Ghibellines. After
many wars, Naples found peace thanks to its king. Petrarch and Boccaccio considered
him as an educated and generous patron: Petrarch, dedicated Africa to him and
wanted to meet him before his coronation in the Capitol. At his death he was
placed in his tomb in the basilica of Santa Chiara in Naples.
PLACES
Doom
The monument is placed on the main wall of the basilica, behind the
altar, and consists of white marble and painted marble.The sculpture is 15
meters high, but, due to a fire that took place in 1943, it presents
differences compared to the original design. To support the work there are six sculptures,
representing the Virtues; above
them the king is represented with the whole family: on the left we see Maria
daughter of Carlo Duke of Calabria, Maria di durazzo and his second son
Ludovico; on the right the first violating wife of
Aragon, Carlo Duke of Calabria, Maria di Valois, the son of Carlo di Calabria,
Ludovico and finally the other son of the Angevin king, Martino. Going
up we have King Robert represented lying
in the tomb dressed in the Franciscan tunic and surrounded by allegorical
figures. On the top of the sculpture we find the king sitting on the throne, with at the
base an engraving that is thought to report the words that Petrarch dedicated
to the sovereign.
The basilica of Santa Chiara
The basilica of Santa Chiara, whose monastery consists of four cloisters was ordered by
Roberto d’Angiò and his wife sancha de Majorca, the church was built by the
architect Gagliardo Primario. The works, started in 1310 ended in 1328, but
the consecration to Santa Chiara will take place only in 1340. Adjacent to the basilica
was also built a cloistered place for the Friars Minor, which later became the
church of the Poor Clares.
Between 1742 and 1796 it was restructured
according to the baroque canons by Antonio vaccaro. Ferdinando Fuga took care of the realization of the
marble floor.On August 4, 1943 a
bombardment of the allies caused a
fire that lasted almost two days that damaged the building, destroying the
frescoes of the eighteenth century and most of the Giotto’s frescoes. The renovation work was completed in 1953. The surviving sculptures were moved
to the rooms of the monastery, now the Opera Museum, while the monumental tombs
were left in the church.
Benedetto Croce nacque il 25 febbraio del 1866 aPescasserolida una famiglia agiata di possidenti, che gli permise di compiere gli studi liceali e di essere avviato alla formazione universitaria.
La sua vita fu però funestata da un eventotragico. Fu infatti uno dei pochi sopravvissuti del violento terremoto di Casamicciola. I suoi genitori e la sorella Maria persero la vita sotto le macerie e lui stesso fu salvato dopo giorni di ricerche e di scavi.
Il giovane diciassettenne si ritrovò improvvisamente privo del supporto dei genitori: il ricordo lontano di quell’evento non lo abbandonerà mai, così come un latente senso di angoscia, come un substrato negativo che sempre lo spinge ad andare avanti, verso nuove esorcizzazioni di quell’originario “problema del male”.
Affidato alle cure di cugini e parenti, visse inizialmente tra Salerno e Roma, dovendo essere accolto in casa di Silvio Spaventa, fratello del filosofo Bertrando Spaventa, appassionandosi sempre di più agli studi filosofici e potendo conoscere il pensiero marxista.
Fu invece assorbito con sempre maggior ardore dall’erudizione e dalla filosofia, ascoltando le lezioni di filosofia morale tenute al tempo a Roma da Antonio Labriola, uno degli intellettuali che maggiormente influenzarono la sua formazione.
I LUOGHI
Il palazzo Filomarino (o anche Filomarino della Rocca) è un palazzo monumentale ubicato in via Benedetto Croce. Abitato nei secoli da importanti famiglie nobili locali, divenne residenza del filosofo Benedetto Croce fino alla sua morte nel 1952. Alcuni locali ospitano oggi l’Istituto italiano per gli studi storici e la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce.
Giovanni Francesco di Palma realizzò una struttura imperniata attorno a un vasto porticato interno, sicché il palazzo Filomarino è, insieme con palazzo Orsini di Gravina e palazzo Caracciolo di Santobuono, la sola dimora patrizia napoletana che conservi il loggiato su tutti e quattro i lati del cortile.
In questo caso la grande arcata ricalca la composizione ionica.Palazzo Filomarino si segnala inoltre anche per la molteplicità degli stili. Infatti il fastoso portale è di epoca barocca, opera tutta in piperno, così come lo scalone monumentale, mentre i balconi del secondo piano sono disegnati secondo un gusto inequivocabilmente neoclassico.
Alcuni restauri compiuti nel Novecento sulla scala hanno infine fatto venire alla luce due archi ogivali, resti d’una precedente costruzione angioina.
Matilde Serao nasce a Patrasso, in Grecia, il 14 marzo del 1856. Scrittrice di prestigio, è passata alla storia per essere stata la prima donna italiana a fondare e dirigere un giornale. Lavorò più intensamente a Napoli. La rubrica “I mosconi”, inventata da lei sul foglio di Edoardo Scarfoglio, “Il Mattino”, è una delle trovate di prestigio della storia del giornalismo italiano.
A quindici anni si presenta in qualità di uditrice alla Scuola Normale “Eleonora Pimentel Fonseca”, a Napoli. Ottiene il diploma di maestra. Matura in lei l’amore per la letteratura e per l’impegno giornalistico.
Dopo aver scritto qualche articolo per il Giornale di Napoli, a ventidue anni porta a termine la sua prima novella, dal titolo “Opale”, pubblicata dal Corriere del Mattino. “Fantasia” pubblicato nel 1883 viene criticato dall’uomo che diventerà suo marito, Edoardo Scarfoglio. Il giornalista, animatore culturale e versato poeta, commenta in modo negativo l’opera della Serao, stroncando sul giornale letterario “Il libro Don Chisciotte”, la giovane scrittrice. Il loro incontro segna l’inizio di una delle vicende d’amore più tormentate della storia della letteratura e del giornalismo italiano.
Nel 1885 i due si sposano, forti dell’esperienza giornalistica che condividono in quei mesi al “Corriere di Roma”. L’esperienza dura poco ma permette di dare vita, nel 1891, a “Il Mattino”, che vede Scarfoglio come direttore e la Serao come co-direttrice.
Scarfoglio, però, è un uomo poco tranquillo sul piano sentimentale. Egli inizia una relazione con una cantante di teatro, Gabrielle Bessard. Che dopo due anni rimane incinta. Egli allora la abbandona, e torna dalla moglie. Ma la Bessard si presenta sulla porta della casa di Scarfoglio e della Serao e, dopo aver posato a terra la piccola figlioletta, si spara un colpo mortale alla tempia. Matilde Serao si prende cura di Paolina.
Esasperata dai comportamenti del marito, decide di lasciarlo e di lasciare anche il quotidiano “Il Mattino”. L’abbandono del giornale è ufficiale: la Serao è disoccupata a tutti gli effetti. Matilde fonda e dirige insieme a Giuseppe Natale, il giornale Il Giorno, emanazione delle sue idee politiche e culturali. Dall’unione con Natale, Nasce una bambina. Il giornale ottiene un buon successo di vendite. Nel 1917, morto Scarfoglio, Matilde Serao sposa Giuseppe Natale.
I LUOGHI La Chiesa di Donnalbina venne ricostruita nel Seicento da Bartolomeo Picchiatti e venne rimaneggiata da Arcangelo Guglielmelli. L’edificio testimonia un importante esempio di arte barocca tra il XVII ed il XVIII.
L’interno, con decorazioni a stucco, ha l’altare realizzato in marmi commessi; sulla controfacciata è posto un organo del 1699 ed il soffitto fu realizzato da Antonio Guidetti.
Nel 1891 la chiesa divenne sede della confraternita dell’Immacolata del Terz’Ordine di San Francesco. La confraternita tra l’altro fece trasferire nella sua nuova sede il monumento funebre di Giovanni Paisiello, scolpito in stile neoclassico da Angelo Viva nel 1816 e oggi visibile a sinistra dell’ingresso.
L’antico monastero e l’omonima via, ricordiamo che hanno ispirato uno dei pezzi più suggestivi del libro “Leggende napoletane”, di Matilde Serao; a proposito del luogo, l’autrice asserì: «Più di tutti, nero, nero, quel vicolo di Donnalbina, con due ruscelli di acque sudicie, con monticelli di immondizie qua e là raccolti, e dove sparsi; nero, non solo per la sua tetraggine naturale, per la sua sporcizia, ma nero anche per l’alta muraglia del monastero di Donnalbina.». La chiesa, chiusa dal 1972, è stata riaperta al pubblico solo di recente.
Virgilio è nato a Andes vicino Mantova nel 70 a.C., negli anni turbolenti delle guerre civili. È stato un poeta romano, autore di alcune fra le opere più famose della letteratura latina: l’Eneide, le Bucoliche e le Georgiche. Con il suo poema epico, l’Eneide, in particolare, egli si è guadagnato il soprannome di Omero romano.
Virgilio fu considerato un precursore del cristianesimo: non a caso nella Divina Commedia è lui che accompagna Dante Alighieri nel suo viaggio attraverso l’Inferno e il Purgatorio.
Ha vissuto per molto tempo a Napoli, dove ha frequentato la scuola epicurea di Filodemo di Gadara e Sirone. Anche per questo è considerato uno dei protettori della città.
E’ morto il 21 settembre del 19 a.C. a Brindisi; prima che ciò accadesse, aveva chiesto che l’Eneide venisse bruciata, in quanto opera incompiuta e non revisionata. La sua tomba si trova a Napoli, più specificatamente a Piedigrotta nel Parco Vergiliano.
I LUOGHI
La tomba di Virgilio si trova a Piedigrotta, nel Parco Vergiliano; dall’ingresso del parco parte un sentiero, dove si trova una nicchia scavata nella parete contenente la scultura a mezzo busto di Virgilio.
Il mausoleo è situato sul punto più alto del parco, vicino all’ingresso della Crypta Neapolitana, e raccoglie, secondo la tradizione, le sue spoglie. Il sepolcro contiene anche due grandi iscrizioni: l’epitaffio di Virgilio che secondo la leggenda il poeta avrebbe recitato in punto di morte, esprimendo il desiderio di essere sepolto nella sua villa a Posillipo.
La tomba di Virgilio in realtà è un colombario d’età augustea di ignota famiglia attribuito alla memoria del poeta, è composta da un tamburo cilindrico su una base quadrata, con dieci nicchie aperte sulle pareti destinate alle olle cinerarie.
Spagnolo
VIRGILIO. LA VIDA
Virgilio naciò en Andes cerca de Mantova en 70 a.C.en los años turbulentos de las guerras civiles. Fue un poeta romano, autor de algunas de las obras màs famosas de la literatura latina: la Eneida, las Bucòlicas y las Geòrgicas. Con su poema la Eneida en particular, el ganò el apodo de Omero romano.
Virgilio fue considerado un precursor del cristianismo: no es casualidad que en la Divina Comedia es el que acompaňa Dante Alighieri en su viaje a travès el Infierno y el Purgatorio.
Viviò por mucho tiempo a Napoles, donde el frecuentò la escuela epicùrea de Filodemo de Gadara y Sirone. Tambièn por eso es considerado uno de los protectores de la ciudad.
Ha muerto el 21 septiembre de 19 a.C. a Brindisi; antes que eso suciediera, pidiò que la Eneida tubiera quemada, en cuanto obra encompiuta y no revisada. Su tumba se encuentra a Napoles, a Piedigrotta en el Parco Vergiliano.
VIRGILIO:LA TUMBA
La tumba de Virgilio se encuentra a Piedigrotta, en el Parco Vergiliano, desde la entrada inicia un camino, donde se encuentra un nicho cavado en la pared contenente la escultura cuarto delantero de Virgilio.
El mausoleo es situado en el punto màs alto del parque, cerca de la entrada de la Crypta Neapolitana, y recoje sus restos, aùn se piense que estas fueron perdidas en la epoca medieval, dando vida a la leyenda segùn cuya Virgilio tendrìa poder magicos, quel el permitiò de abrir la galeria en una sola noche.
El sepulcro contiene tambièn dos grandes inscripciones sobre la làpida del poeta, el inscripcion reproduce caramente el epitafio de Virgilio che segun la leyenda hubiera actuado en punto de muerte expresando el desiderio de ser sepulto en su casa a Posillipo.
La tumba de Virgilio en realidad es un colombario de la edad Augustea de una familia desconocida atribuida a la memoria del poeta, es compuesta para un tambor cilindrico sobre una base cuadrada, con diez nichos abiertos sobre las paredes destinadas a las ollas cinerarias.
Inglese
VIRGILIO: LIFE
Virgilio was born at Andes near Mantova in the 70 b.C in the turbulent years of the civil wars. He was a roman poet, author of some of the most famous works of the latin literature: The Eneide, The Bucolic and the Georgics. With his epic poem, particulary the Eneide, he earned the nickname of roman Omero.
Virgilio was considerated a precursor of the christianity: not by chance in the Divina Commedia is him that accompanies Dante Alighieri in his trip through the Hell and the Purgatory.
He lived for a long time in Naples, where he attended the epicurean school of Filodemo of Gadara and Sirone. Also why he is considerated as one of the protectors of the city.
He died in september 21st in 19 b.C. at Brindisi: before this would happen, he asked that the Eneide got burned up, because was a incomplete and not revised work. His tomb is situated in Naples, most specifically at Piedigrotta in the Vergilian Park.
VIRGILIO: TOMB
The tomb of Virgilio is situated at Piedigrotta in the Vergilian Park, from the entrance start a path where there is a niche dug in the wall containing the sculpture half-lenght of Virgilio.
The mausoleum is located in the higher point of the park, near the entrance of the Neapolitan Crypta, and pick up his remains, even though people think that these have been lost in the middle-age, living life of the legend which Virgilio had magical powers that allowed him to open the gallery in one night.
The grave contains also two big inscriptions on the tombstone of the poet,the inscription trace clearly the Virgilio’s epitaph that for the legend had recited in point of death making the wish of being buried in his house in Posillipo.
In Virgilio’s tomb actually is a colombarium of Augustan age of a unknown family attributed to the memory of the poet, is composed by a cylidrical drum on a square base, with ten opened niches on walls destinated to the cinerary olle.
Francese
VIRGILIO: LA VIE
Virgile est né à andes près de Mantoue en 70 avant J.C., dans les années turbulentes des guerres civiles. Il a été un poète romain, auteur de certaines des œuvres les plus célèbres de la littérature latine : l’Enéide, les Bucoliques et les Géorgiennes. Avec son poème épique, l’énéide, en particulier, a gagné le surnom d’Humérus romain.
Virgile fut considéré comme un précurseur du christianisme : ce n’est pas par hasard dans la Divine Comédie qu’il accompagne Dante Alighieri dans son voyage à travers l’Enfer et le Purgatoire.
Il a vécu longtemps à Naples, où il a fréquenté l’école épicurienne de Philosome de gadara et Sirone. C’est pourquoi il est considéré comme l’un des protecteurs de la ville.
Il est décédé le 21 septembre 19 av. J.-C., à Brindisi; avant que cela ne se produise, il avait demandé que l’énéide soit brûlée, en tant qu’œuvre inachevée et non révisée. Sa tombe se trouve à Naples, plus spécifiquement à Piedigrotta dans le Parc Vergiliano
VIRGILIO: LA TOMBE
Le tombeau de Virgilio se trouve à Piedigrotta, dans le Parc Vergiliano, de l’entrée du parc part un sentier, où se trouve une niche creusée dans le mur contenant la sculpture à moitié buste de Virgilio.
Le mausolée est situé sur le point le plus haut du parc, près de l’entrée de la Crypte Neapolitana, et recueille ses restes, bien que l’on pense qu’ils ont été perdus à l’époque médiévale, donnant naissance à la légende selon laquelle Virgile avait des pouvoirs magiques qui lui ont permis d’ouvrir la galerie en une seule nuit.
Le tombeau contient également deux grandes inscriptions sur la plaque du poète, l’inscription suit clairement l’épitaphe de Virgile qui, selon la légende, aurait récité au moment de sa mort en exprimant le désir d’être enterré dans sa villa à Posillipo.
Le tombeau de Virgile est en fait un colombe de l’âge auguste de famille inconnue attribué à la mémoire du poète, est composé d’un tambour cylindrique sur une base carrée, avec dix niches ouvertes sur les murs destinés aux œuvres funéraires
Jacopo Sannazaro nacque a Napoli nel 1457 da una nobile famiglia lombarda della Lomellina , il cui nome, si diceva, derivava da una villa a San Nazaro. Il padre morì durante gli anni dell’adolescenza e il giovane fu cresciuto a Napoli, Nocera dei Pagani e San Cipriano Picentino , feudi materni, luoghi la cui atmosfera avrebbe ispirato l’elaborazione dell’Arcadia.
Al 1480 risale l’accostamento alla poesia volgare con la composizione delle prime rime e delle prime ecloghe che poi confluiranno nella prima stesura dell’Arcadia (1483). Il Sannazaro seguì da vicino la crisi della corona napoletana dopo la morte dei successori di Alfonso,finché il nuovo re, Federico d’Aragona, lo riprese a corte e gli donò la residenza di campagna Villa Mergellina, nei pressi di Napoli nel 1499.
In questi anni rimise mano all’Arcadia (forse dopo il 1490 o il 1496) e compose il poemetto latino Salices. Sembra che il poeta abbia trascorso gli anni successivi a Napoli dedicandosi alla produzione latina: le Elegie, gli Epigrammi, e il poemetto De partu Virginis che apparve nel 1526.Morì nel 1530 a Napoli e quello stesso anno apparvero, postume, le Rime.
I LUOGHI
La tomba di Sannazaro si trova a Napoli nella chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina; è stata disegnata da Giovanni Montorsoli.
All’interno della chiesa, si trova dentro una cappella proprio dietro l’altare. Come particolarità del monumento possiamo dire che alla vetta di questa statua si trova il busto in marmo del poeta e ai suoi fianchi abbiamo due personaggi, Apollo e Minerva; essendo figure pagane, però, sotto di loro vennero scritti i nomi di due personaggi biblici, cioè David e Giuditta.
Giacomo Leopardi è nato a Recanati il 28 Giugno del 1798; è stato un intellettuale e poeta, figlio del Conte Monaldo Leopardi, che, a causa dei suoi problemi di salute, aveva scelto per lui una carriera ecclesiastica.
Egli dedicò tutta la sua vita ad uno studio che definì folle e disperato, e che lo danneggiò dal punto di vista fisico, portandolo allo sviluppo di una doppia gobba e di una grave malattia agli occhi.
L’infelicità lo spinse ad avvicinarsi alla poesia ed intorno al 1817 iniziò la stesura di appunti privati. Si trasferì a Roma dagli zii, ma nel 1823 ritornò a Recanati perché deluso profondamente dalla città: fu qui che la consapevolezza di non poter sfuggire alla sua condizione sfociò nel cosiddetto pessimismo cosmico.
Dal 1825 Leopardi soggiornò in diverse città italiane tra cui Bologna, Milano,Pisa e Firenze dove si trasferì. Qui compose alcune delle sue opere più note e conobbe Antonio Ranieri con il quale nel 1833 si stabilì poi a Napoli, dove morì il 14 Giugno del 1837.
I LUOGHI
Nel Parco Vergiliano, a Piedigrotta, ai piedi della propaggine di Posillipo, si conservavano, come è noto, le spoglie di Virgilio, poi disperse in epoca medievale. L’immensità di questo giardino include anche un monumento funerario di grande importanza, ossia la tomba del poeta Giacomo Leopardi.
Egli morì a Napoli nel 1833, quando questa era invasa dal colera, a causa del quale le spoglie dei defunti venivano gettate in fosse comuni. Il suo amico Antonio Ranieri, però, fece si che le sue spoglie venissero tumulate a Fuorigrotta, nella chiesa di San Vitale .
Nel 1939 i resti del poeta furono traslati nel Parco Vergiliano, dove fu innalzato un altare in marmo con il suo nome. La tomba è ormai considerata un monumento nazionale.
Info pratiche
Il parco si trova a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Mergellina che si può raggiungere dalla stazione ferroviaria di Piazza Garibaldi utilizzando la Linea 2 in direzione Campi Flegrei. Una volta usciti dalla stazione bisogna dirigersi verso destra nella strada Salita della Grotta e camminare per circa trenta metri camminando lungo la Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta .
Il Parco Vergiliano è aperto tutti i giorni dalle ore 9 fino a un’ ora prima del tramonto, eccetto i giorni di Natale, Capodanno, Pasqua e il Primo Maggio quando invece resta chiuso .
Nasce il 22 di agosto del 1753 in un’antica villa di suo padre; proviene da una delle famiglie più antiche della nobiltà partenopea: lo zio arcivescovo è Serafino Filangieri, dal quale riceve un’educazione severa.
A 17 anni abbandona la carriera militare; si laurea in legge nel 1774, per poi dedicarsi successivamente al progetto della riforma di giustizia e diviene ufficiale volontario di marina.
Nel 1772 scrive un breve testo,“Morale de’ legislatori”, nel quale dichiara di essere favorevole alla pena di morte, mettendo in discussione le tesi di Cesare Beccaria; in questo afferma infatti che “nello stato di natura ciascuno ha il diritto di togliere la vita a tutti per proteggere la propria ingiustamente minacciata”.
L’Illuminismo napoletano di Filangieri emerge in particolar modo nella sua opera più famosa: “La Scienza della Legislazione” (1780-1788), dove egli analizza le linee sistematiche di una scienza pratica destinata a essere guida delle riforme legislative e basata sulla felicità individuale del cittadino.
Nel 1783 Filangieri si sposa con una giovane nobile ungherese, Charlotte Frende, si trasferisce a La Cava dove si dedica esclusivamente alla scrittura e alla famiglia.
Nel 1787 diviene Consigliere del Supremo Consiglio di Finanze.
Colpito dalla tubercolosi, si ritira a Vico Equense, dove muore il 20 luglio 1788 a soli trentacinque anni. È sepolto nell’ex Cattedrale della Santissima Annunziata della stessa cittadina.
I LUOGHI
Il Museo Gaetano Filangieri è un museo privato situato a Napoli in via Duomo,dedicato alle arti applicate,alla scultura,alla pittura e alla conservazione di libri antichi. Fu inaugurato nel 1888.
Nel museo è stata riservata una sala per Carlo Filangieri,un illustre militare,realizzata da suo figlio, il principe Gaetano Filangieri.
La parte più importante della sala è la nicchia in cui si trova il busto di Carlo Filangieri, realizzata dallo scultore Tito Angelini. Inoltre nella sala sono esposte armi e armature sette-ottocentesche originarie della Cina,del Giappone e della Turchia che venivano collezionate da Carlo.
La sala superiore del museo è stata realizzata per la madre di Gaetano Filangieri, Agata Moncada di Paternò; caratterizzata per la particolarità della pavimentazione a maioliche, inoltre, contiene opere pittoriche dal XVII al XIX secolo.Nel secondo livello, invece, si può raggiungere una biblioteca attraverso i corridoi, dove è esposta una collezione di porcellane e biscuit.
Gaetano Filangieri (ESP)
Nace el 22 de agosto de 1753 en un antigua villa de su padre;el viene da una de las familias mas antiguas de la nobleza partenopea: el tio arzobispo es Serafino Filangieri, el que recive un educaciòn estricta.
A los 17 anos se despide de la carrera militar; se gradua en Ley para dedicarse luego al proyecto de la reforma de justicia y se convierte en oficial volontario de marina.
En 1772 escribe un breve texto “Morale de’ legislatori”, en el que declara de ser favorable a la pena de muerte, poniendo en debate los argumentos de Cesare Beccaria; de hecho en esto afirma que “en el estado de cada uno tiene el derecho de sacar la vida a todos para protejer la propria,injusta amenazada”.
El illuminismo napolitano de Filangieri se desprende de manera particular en su opera mas famosa: “La Scienza della Legislazione” (1780-1788), donde el analiza las lineas sistematicas de una sciencia pratica destinada a ser guia de riformas legislativas y basada sobre felicidad individual del ciudadano.
En 1783 Filangieri se casa con una joven noble hungara, Charlotte Frende, se transfiere a La Cava donde se dedica exclusivamente a la escritura y a la familia.
Golpeado por la tubercolosis se aparta en Vico Equense, donde muere el 20 de julio de 1788, a los 35 anos. Esta enterrado en la ex Catedral de la Santissima Annunziata de la misma ciudad.
El Museo
El museo de Gaetano Filangieri es un museo privado situado a Nápoles en la via Duomo, dedicado a las artes applicadas, a la escultura, a la pintura y a la conservación de los libros antiguos. La primera abertura estuvo en el 1888. En el museo ha sido reservada una sala para Carlo Filangieri, un ilustre militar, realizada por su hijo, el príncipe Gaetano Filangieri. La parte más importante de la sala es la en que se encuentra el busto de Carlo Filangieri, realizada por el escultor Tito Angelini. Además, en la sala son expuestas armas y armaduras de los siglos XVIII-XIX, originarias de China, de Japón y de Turquía, que habian sido coleccionadas por Carlo. La sala superior del museo ha sido realizada para la madre de Gaetano Filangieri, Agata Moncada de Paternò; caracterizada por la particularidad de la pavimentación, contiene obras pictóricas del siglo XVII, hasta el siglo XIX. En la segunda planta, en cambio, se puede alcanzar una biblioteca por los pasillos, donde està expuesta una colección de porcelanas y biscuit.
SalvoRosario Antonio D’Acquisto è stato un vice brigadieredell’arma dei Carabinieri. Il 22 settembre 1943, alcuni paracadutisti nazisti furono investiti dall’esplosione di una bomba a mano: due dei militari morirono e altri due rimasero feriti. Il comandante del reparto nazista, un maresciallo, attribuì la responsabilità dell’accaduto ad anonimi attentatori locali e richiese la collaborazione dei Carabinieri della locale stazione, temporaneamente comandata daSalvo D’Acquisto per l’assenza del maresciallo comandante: minacciarono la rappresaglia se entro l’alba non fossero stati trovati i colpevoli.
La mattina seguente D’Acquisto, provò a ribattere che l’accaduto era da considerarsi un caso fortuito , ma i nazisti insistettero sulla loro versione e confermarono l’intenzione di dare corso ad una rappresaglia ai sensi di un’ordinanza emanata dal feldmaresciallo Kesserling. Per questo gli attribuirono la Medaglia d’ oro al valore militare alla memoria per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un gruppo di civili.
I LUOGHI
La tomba
Le spoglie di questo eroe si trovano nella Basilica di Santa Chiara di Napoli, nella cappella sulla sinistra. Furono traslate il 22 ottobre del 1986 dopo essere state onorate in una camera ardente allestita presso la Caserma del Comando Provinciale di Napoli.
I monumenti
La figura del militare è ricordata con un monumento in acciaio e marmo seguito da un’incisione, di Lidya Cattone, situato in Piazza Carità (NA) e inaugurato il 21 marzo 1971. Il monumento prese il posto di un’altra statua, dedicata a Carlo Poerio. Oltre a quest’ultimo gli sono stati dedicati numerosi monumenti, ad esempio una lapide marmorea in via Morghen.
Una statua che lo raffigura bambino è stata posta nel giardino antistante la Scuola elementare Vanvitelli al Vomero, che lui frequentava da giovane.
Il 23 maggio 2015, ad Aversa, nella via dedicata all’Eroe, è stato inaugurato un busto a figura, opera di Giuseppe Cacace.
Tomba di Salvo D’Acquisto, Basilica di Santa Chiara
FRANCESE
Salvo Rosario Antonio D’Acquisto a eté un brigadier-adjoint des carabiniers. Le 22 septembre 1943, des parachutistes nazis sont touchés par une explosion de grenade: deux des soldats sont morts et deux autres ont été blessés. Le commandant de la division nazie, un maréchal, a attribué la responsabilité de ce qui était arrivé à des bombardiers locaux anonymes et a demandé la collaboration des carabiniers de la station locale, provisoirement commandés par le brigadier adjoint Salvo D’Acquisto, en raison de l’absence du maréchal commandant: ils ont menacé de représailles les coupables n’avaient pas été retrouvés à l’aube. Le lendemain matin, D’Acquisto tenta de faire valoir que l’incident devait être considéré comme un événement fortuit, mais les nazis insistèrent sur leur version et confirmèrent leur intention de prendre des mesures de rétorsion sur l’ordre du maréchal Albert Kesselring. . Pour cette raison, ils lui décernèrent la Médaille d’or de la vaillance militaire en mémoire pour avoir sacrifié le 23 septembre 1943 afin de sauver un groupe de civils.
LES LIEUX La tombe
Les restes de ce héros se trouvent dans la Basilique de Santa Chiara à Naples, dans la chapelle à gauche. Ils ont été déplacés le 22 octobre 1986 après avoir été honorés dans une chambre funéraire installée à la caserne du commandement provincial de Naples. Les monuments On se souviendra de la figure du soldat avec un monument en acier et en marbre suivi d’une gravure de Lidya Cattone, située Place Carità (NA) et inaugurée le 21 mars 1971. Le monument remplaça une autre statue, dédiée à Carlo Poerio. Outre ce dernier, de nombreux monuments lui ont été dédiés, tels qu’une plaque de marbre sur la Via Morghen; Une statue le représentant alors qu’il était enfant a été placée dans le jardin devant l’école primaire Vanvitelli al Vomero, qu’il a fréquentée alors qu’il était jeune; Le 23 mai 2015, à Aversa, dans la rue dédiée au héros, un buste de personnages a été inauguré par Giuseppe Cacace;
BASILICA Heures d’ouverture / fermeture: Tous les jours de 7h30 à 13h00 – 16h30 à 20h30.
INGLESE
Salvo Rosario Antonio D’Acquisto was a deputy brigadier of the Carabinieri. On September 22, 1943, some Nazi paratroopers were hit by a hand grenade explosion: two of the soldiers died and two others were injured. The commander of the Nazi ward, a marshal, attributed the responsibility for what had happened to anonymous local bombers and requested the collaboration of the Carabinieri of the local station, temporarily commanded by the deputy brigadier Salvo D’Acquisto for the absence of the commanding marshal: they threatened retaliation if the culprits had not been found by dawn. The following morning D’Acquisto tried to argue that the incident was to be considered a fortuitous event, but the Nazis insisted on their version and confirmed their intention to retaliate under an order issued by Field Marshal AlbertKesselring . For this reason they awarded him the Gold Medal for military valor in memory for having sacrificed on September 23, 1943 to save a group of civilians.
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PLACES The tomb
The remains of this hero are found in the Basilica of Santa Chiara in Naples, in the chapel on the left. They were moved on October 22, 1986 after being honored in a funeral chamber set up at the barracks of the Provincial Command of Naples. The monuments The figure of the soldier is remembered with a monument in steel and marble followed by an engraving, by Lidya Cattone, located in Piazza Carità (NA) and inaugurated on 21 March 1971. The monument took the place of another statue, dedicated to Carlo Poerio. In addition to the latter, numerous monuments have been dedicated to him, such as a marble plaque on Via Morghen; A statue depicting him as a child was placed in the garden in front of the Vanvitelli al Vomero elementary school, which he attended as a young man; On May 23, 2015, in Aversa in the street dedicated to the Hero, a figure bust was inaugurated by GiuseppeCacace;
BASILICA Opening / Closing Hours: Every day 7:30 am 1:00 pm – 16:30 pm 8:30 pm.
SPAGNOLO
Salvo Rosario Antonio D’Acquisto fue un brigadier adjunto de los carabineros. El 22 de septiembre de 1943, algunos paracaidistas nazis fueron alcanzados por una explosión de granada de mano: dos de los soldados murieron y otros dos resultaron heridos. El comandante de la sala nazi, un mariscal, atribuyó la responsabilidad de lo que había sucedido a los bombarderos locales anónimos y solicitó la colaboración de los Carabinieri de la estación local, comandados temporalmente por el brigadier Salvo D’Acquisto por la ausencia del comandante en jefe: amenazaron con represalias si Los culpables no habían sido encontrados al amanecer. A la mañana siguiente, D’Acquisto trató de argumentar que el incidente debía considerarse un evento fortuito, pero los nazis insistieron en su versión y confirmaron su intención de tomar represalias bajo una orden emitida por el mariscal de campo AlbertKesselring. . Por este motivo, le otorgaron la Medalla de oro al valor militar en memoria por haberse sacrificado el 23 de septiembre de 1943 para salvar a un grupo de civiles.
LUGARES La tumba
Los restos de este héroe se encuentran en la Basílica de Santa Chiara en Nápoles, en la capilla de la izquierda. Fueron trasladados el 22 de octubre de 1986 después de ser honrados en una cámara funeraria instalada en el cuartel del Comando Provincial de Nápoles
. LOS MONUMENTOS La figura del soldado se recuerda con un monumento en acero y mármol seguido de un grabado, por Lidya Cattone, ubicado en Piazza Carità (NA) e inaugurado el 21 de marzo de 1971. El monumento tomó el lugar de otra estatua, dedicada a Carlo Poerio. Además de esto último, se le han dedicado numerosos monumentos, como una placa de mármol en Via Morghen; Una estatua que lo representaba de niño se colocó en el jardín frente a la escuela primaria Vanvitelli al Vomero, a la que asistió cuando era joven; El 23 de mayo de 2015, en Aversa, en la calle dedicada al Héroe, Giuseppe Cacace inauguró un busto de figuras;
Horario de apertura / cierre de BASILICA: Todos los días de 7:30 a 1:00 p.m. – 16:30 a 8:30 p.m.